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La Grecia e la Germania spaventano i mercati europei che iniziano la
settimana in pesante rosso
. lo spettro dell’uscita dall’euro di Atene,
che non riesce a formare un governo di unita’ nazionale, e la sconfitta
elettorale del cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel Nord Reno-Westfalia,
trascinano a picco le borse europee.

Milano arretra del 3,04%. Londra cede il 2,06%, Madrid perde il 2,5% Madrid e
Francoforte il 2,05%. Parigi scivola del 2,3% e Atene del 5,8%.

Gli occhi sono puntati sulla Grecia dove sembra ormai scontato il
fallimento della trattativa
per formare un nuovo esecutivo. La
commissione europea intanto conferma la sua posizione auspicando che Atene
rimanga nell’euro. Ma anche l’effetto Germania si fa sentire.
La politica di rigore della Merkel e’ stata bocciata dai tedeschi, a una
settimana dalle consultazioni francesi che hanno portato alla vittoria Francois
Hollande che chiede la revisione del fiscal compact europeo.

Sul mercato dei titoli di Stato il nervosismo e’ palpabile.
Lo spread tra Btp e Bund si allarga: sulla piattaforma Reuters e’ a 442 punti,
dopo aver toccato un massimo di 451 punti. Sulla piattaforma Bloomberg, che usa
un benchmark di riferimento diverso per il Btp, lo spread e’ a 427 punti, dopo
un top a 435 punti. Lo spread calcolato sui Bonos si attesta a 487 punti, dopo
un top di 492 punti, con un tasso al 6,33%, pagando i timori per le banche
iberiche.

I timori degli investitori frenanoanche la moneta unica.
L’euro scende sotto quota 1,29 dollari, ai minimi da gennaio.

Marcello De Angelis, onorevole di primo piano del Popolo della Libertà (ex
An), sceglie Affaritaliani.it per bocciare l’operato del governo
tecnico: “Lo spread è a 450. Il governo ha fallito e se ne dovrebbe andare a
casa”.
Poi riflette sul paradosso di “Monti che incontra Napolitano per
decidere tempi e modalità di riforme costituzionali e politiche che non sono
nella sua ‘mission’ e nelle sue competenze”. Riconosce che Alfano ha le mani
legate: “Nel momento in cui si rendesse responsabile dell’interruzione del
governo
sarebbe additato come la causa non solo della crisi ma anche della
sua mancata soluzione”. E infine sul futuro del Popolo della Libertà afferma:
“Il Pdl non è mai stato un partito. E’ solo un cartello elettorale”.

Oggi lo spread ha raggiunto quota 450 punti, livelli che non si
vedevano dall’autunno scorso. Monti ha fallito nel suo compito di farci uscire
dalla crisi?

“Fin dal suo insediamento era evidente che gli
obiettivi che inizialmente Monti si è prefissato erano irraggiungibili. Lui
stesso, dopo pochi mesi, ha detto che non bisognava concentrarsi sul dato dello
spread per giudicare l’operato del governo. Fece marcia indietro dopo aver
sostenuto che il livello dello spread era stato la causa principale della sua
chiamata”.

Come spiega questa crescita del
differenziale?

“Lo spread non può crescere a dismisura e non può
essere abbassato a piacimento. E questo è dovuto al fatto che l’euro non è una
moneta unica ma un accordo di conversione. C’è un euro tedesco, uno francese,
uno spagnolo e uno italiano. Altri Paesi, non nell’euro, possono agire con più
libertà, come hanno fatto gli inglesi, battere monta e gestire
l’inflazione”.

Marcello De Angelis

Monti non sta facendo abbastanza per gestire la
situazione?

“Quello che inquieta di più è che a fronte di questi
risultati sullo spread Monti si incontra con Napolitano per decidere tempi e
modalità di riforme costituzionali e politiche che non sono nella sua ‘mission’
e nelle sue competenze. Ho l’impressione che in realtà risultati economici
questo governo ne abbia raggiunti pochi e ha fatto cose, come l’aumento delle
accise sulla benzina, che hanno come effetto una depressione dei
consumi”.

Che cosa dovrebbe fare Monti?
“Il governo
attuale se ne dovrebbe andare a casa. Non vedo cos’altro potrebbe
fare”.

Alfano dovrebbe togliergli la fiducia?
“Il
problema è che Alfano si trova nel paradosso del comma 22, cioè sembra che abbia
una scelta, ma in realtà non ne ha. Nel momento in cui Alfano si rendesse
responsabile dell’interruzione del governo sarebbe additato come la causa non
solo della crisi stessa, cosa assurda, ma anche della sua possibile soluzione, e
cioè del governo Monti”.

Pisanu ha rilanciato l’idea di andare
oltre il Pdl per uscire dall’angolo. Lei, ex onorevole di An, come vede questa
ipotesi?

“Quella di Pisanu non è un’idea originale. Lo diciamo in
tanti da almeno due anni. Il fatto è che il Pdl doveva essere un partito, ma
come partito non è mai nato. E’ un cartello elettorale. Nel momento in cui si è
indebolito Berlusconi non c’erano seconde file in grado da attutire il colpo. Se
non si fa qualcosa abbiamo consegnato il Paese a Bersani e Vendola. Questo è
chiaro a tutti”.

Salute - A Spigno Saturnia una lunga serie di incontri per l’informazione e la formazione.
 
 
 
Progetto fortemente voluto ed organizzato dal dottor Sergio Corelli, Delegato alla Sanità e dall’amministrazione comunale del piccolo centro pontino.

 

Con il 2012 prende il via a Spigno Saturnia il calendario di eventi di informazione/formazione relativi alla salute del cittadino. Progetto fortemente voluto ed organizzato dal dottor Sergio Corelli, Delegato alla Sanità e dall’amministrazione comunale del piccolo centro pontino.

Il primo incontro è stato organizzato 14 gennaio  in collaborazione con Formia Soccorso,  gestore di alcune postazione 118 del sud della provincia  di Latina, con Croce Alata di  Roma. Uniti dall’interesse nei confronti dell’ attento e continuo aggiornamento rivolto  al personale sanitario che svolge emergenza territoriale. Giornata che ha avuto come tema l’Emergenza Territoriale:  Gestione del Politraumatizzato secondo Linee Guida IRC del 2010.

1)      Domanda:  perché il trauma?

Il trauma è la principale causa di morte e d’invalidità permanente per le persone al di sotto dei 40 anni, in quanto  si riporta un Danno Primario , derivante proprio dal’insulto meccanico, (come ad esempio la frattura esposta di un arto, una rottura della milza e cosi via), a questo consegue un Danno Secondario  dovuto all’instaurarsi di condizioni cliniche come l’ipossia, ipercapnia, ipovolemia e ipotensione, complicanze che associate alla lesione primaria, spesso  esitano in condizioni cliniche irreversibili.

La cattiva gestione del Danno Primario  e delle sue complicanze, negli anni è stato molto studiato, si è visto che la gestione di questi pazienti effettuata da personale non esperto ma solo dotato di uno spirito umanitario del buon samaritano, anche se lodevole,  non è sufficiente a ridurre la percentuale di mortalità e morbilità di tale patologia. Di contro si sono attivati una serie di studi internazionali che ad oggi dopo tanti anni sono riassumibili in Linee Guida di facile somministrazione attraverso dei protocolli da parte di personale opportunamente addestrato come ad esempio nel nostro servizio di emergenza territoriale.

Studi pubblicati in letteratura internazionale evidenziano come sia  possibile ridurre la mortalità del 33%, alcuni di questi studi arrivano  al 70 %  se vengono attuati opportuni piani di prevenzione delle cause responsabili dell’evento traumatico e di adeguato trattamento  nella fase di gestione  pre-ospedaliera del politraumatizzato.  Ovviamente bisogna tener conto di molti fattori quando vengono realizzati questi studi, nella fase dell’applicabilità al territorio bisogna fare i conti con tutto il sistema e non solo con il singolo operatore. Noi ci siamo soffermati sul singolo, sviscerando insieme la metodica dettata da protocolli delle ultime linee guida 2010  sul trauma, che consentono attraverso procedure standard  di ridurre al minimo la percentuale di mortalità e morbilità .

 

Sergio Corelli Specialista  in Chirurgia Generale e d’Urgenza, svolge attività di  Chirurgo presso  UOC di Chirurgia dell’Ospedale Fiorini di Terracina. Istruttore nazionale IRC (Italian Resusctation Council). Insegnamento universitario a contratto in Area Critica.

 

Acqua su Marte?

Acqua su Marte

Il rover marziano di NASA ha individuato quelle le prove inconfutabili della presenza di acqua su Marte, almeno in un tempo passato

Roma - Le ricerche scientifiche degli ultimi anni hanno fornito indizi ampiamente sufficienti a confermare l’esistenza di giacimenti d’acqua su Marte, e nuovi indizi ancora emergono grazie al lavoro delle agenzie spaziali di tutto il mondo. L’ultima scoperta di NASA appena annunciata sarebbe però la prova inconfutabile del fatto che sì, il Pianeta Rosso era un tempo molto più “bagnato” di quanto lo si possa considerare nel tempo presente.

marteLa nuova traccia del passato di Marte è stata scovata - neanche a dirlo - da Opportunity, il rover gemello del defunto Spirit ammartato (agli antipodi del compagno di viaggio) nel lontano gennaio del 2004. Opportunity ha scovato una sottile vena di gesso, annuncia NASA, fatto che non può essere spiegato se non con la presenza di acqua nei paraggi.

Sedimenti di gesso tendono a formarsi con il filtrare dell’acqua attraverso le rocce, e il rover statunitense ha individuato la vena incastonata in una roccia lungo l’orlo di un enorme cratere (154 km) noto come Endeavour. “Si tratta dell’osservazione più solida che abbiamo fatto nel corso dell’intera missione”, ha commentato lo scienziato e responsabile NASA per la ricerca su Spirit e Opportunity Steve Squyres.

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